Salerno, Zambrano: “Il bilancio, questo sconosciuto”
Un articolo pubblicato sotto il titolo “il sangue e le rape” sottolinea, a sufficienza, le correnti difficoltà di quadratura del Bilancio Comunale. Le documentate riflessioni presenti nel commento sviliscono, contrastandole, tutte le promesse fantastiche relative alle milionarie opere future e agli investimenti da portare a termine. In sostanza, la Città sembra camminare nel suo mare avendo al collo un macigno in grado di trascinarla a fondo in ogni momento. Di questo, ovviamente, nessuno parla, trattandosi di un argomento indigesto che esprime una verità da troppo tempo negata.
Secondo le dichiarazioni di uno dei tre Commissari Prefettizi, per portare avanti l’opera di risanamento finanziario è necessario accrescere ulteriormente i prelievi tributari oltre i livelli già raggiunti che, per alcuni, sono al primo posto in Italia. Così, rilevata la impossibilità di procedere nelle dismissioni dei beni pubblici, ormai insufficienti, si è deciso di aumentare l’addizionale Irpef all’1,2% dall’1,1% attuale, anche se c’era l’impegno di ridurla allo 0,9%, di portare la tassa di imbarco a 2euro da 1,50 e l’imposta di soggiorno a 4euro per le quattro stelle, mentre già il contributo per la mensa scolastica delle famiglie con ISEE da zero a 6.000euro è passato a 1,30euro al giorno dai 5euro fissi mensili. Un colpo duro all’economia della Città e alle componenti più fragili della Comunità. In più, dopo aver espresso apprezzamento per la gestione delle partecipate, è stato deciso di imporre alla Holding del gruppo un esborso annuale di 3milionidi euro per i prossimi tre anni. E’ stato osservato, però, che sarebbe stato opportuno un preliminare approfondimento della sua effettiva attività, delle sue condizioni finanziarie e delle modalità di quantificazione del reddito, visto che non risultano versati al Comune ben 6milioni di euro dal 2022 in poi, benché presenti in Bilancio. Leggere l’articolo può essere utile per un sia pure sintetico approfondimento.
La realtà è che il dichiarato riequilibrio della struttura finanziaria del Bilancio appare ancora in discussione nonostante anche il contributo di 64milioni di euro, da qui al 2033, concesso dal Governo. Come al solito, saranno i cittadini a pagare le scelte sconsiderate di coloro che hanno speso oltre i limiti del consentito creando il Disavanzo più alto d’Italia, per quota pro-capite, senza elevare di un millimetro l’asticella del benessere e della qualità della vita. Una Città depressa, demograficamente e moralmente, economicamente in ginocchio e fisicamente in abbandono, è il risultato di una politica che ha fatto arricchire i portatori di interessi sulle spalle dell’intera Comunità.
A questo punto, è auspicabile che i Commissari provvedano ad una ricostruzione puntuale delle risultanze di Bilancio garantendo la certezza, la verità e la realtà dei dati contabili, nonché il rispetto delle disposizioni della Corte dei Conti e delle Leggi specifiche.
Amare la Città significa preoccuparsi del suo bene, desiderare la sua crescita armoniosa con equità e giustizia, impegnarsi per un futuro di dignità per i suoi figli.





